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DesuloArrampicato sul versante occidentale del Gennargentu, Desulo vanta antiche origini che si perdono nella memoria. Numerose leggende parlano della fuga di alcuni abitanti di Bosa che, perseguitati dai Goti, s’insediarono in questo territorio intorno al 305 d.C.. Unitisi alle popolazioni locali, diedero vita a un villaggio a cui venne dato, appunto, il nome di “Exul” a indicare la condizione di esilio degli abitanti,Paese innevato rifugiatisi in questo angolo impervio e difficilmente raggiungibile. Frammentarie sono, infatti, le notizie sulla storia locale di cui permangono delle tracce nei “contaghi” di Bonarcado e nei documenti che sanciscono la pace tra gli Arborea e gli Aragona in cui sono nominati i Abitazione tipica centro storicorappresentanti di Desulo. Il paese segue poi le vicende dell’isola e entra a far parte del Regno Sardo-Piemontese e solo in questo periodo storico viene censito e descritto dettagliatamente. Si ha così notizia di tre villaggi immersi in boschi di castagni, noci e ciliegi: Assuai, Issiria e Ovolaccio, costituenti oggi i tre rioni del paese. Di questo antico passato permangono, oltre ai nomi, le antiche case costruite in pietra e fango, coperte di tegole in legno, ma, soprattutto, le antiche consuetudini. Come nel passato, ancora oggi, in questoLavoro csotume affascinante luogo, la montagna costituisce il limite ma anche il fulcro della vita economica e sociale degli abitanti.Pastorizia, allevamento, agricoltura, artigianato e piccolo commercio sono ancora le attività preponderanti, ma, accanto a queste, il ricco patrimonio naturalistico e socio-culturale costituisce la fonte di iniziative legate al turismo. Il paesaggio, i sapori di una ricca cucina tradizionale, la Donna in costumesuggestione degli antichi rioni e la bellezza variopinta del preziosisismo costume femminile e maschile costituiscono motivi di grande attrazione. Suggestive le numerose feste tradizionali. Interessante, per le importanti testimonianze etnografiche, il Museo “Casa Montanaru” casa natale di Antioco Casula, detto “Montanaru” il più autorevole poeta in lingua sarda del novecento.